Introduzione: cosa si intende per collocamento mirato?

Il collocamento mirato è l’insieme di strumenti e servizi pensati per favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, puntando sul “giusto” incontro tra capacità della persona e mansione/ambiente di lavoro. La Legge 68/1999[1] nasce proprio con questo obiettivo: non “parcheggiare” candidature in una lista, ma creare un percorso di valutazione, orientamento e inserimento sostenibile.

In pratica, la 68/99 regola:

INDICE DEI CONTENUTI



Come funzionano le liste di collocamento mirato? Requisiti, documenti, iter e tempistiche

Requisiti di base

In generale, per iscriversi bisogna essere:

Documenti che vengono solitamente richiesti

Le richieste possono variare in base alla Regione e alle procedure applicate dal servizio territoriale di collocamento mirato. Vediamo quali sono i documenti che possono essere richiesti in genere.

Attenzione!

 

Iter tipico per un candidato

  1. Ottieni o aggiorna la documentazione sanitaria (verbale + relazione conclusiva/diagnosi funzionale).
  2. Rilascia la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) se richiesta nel tuo percorso con il CPI (Centro Per l’Impiego).
  3. Prenota un appuntamento con l’ufficio collocamento mirato del CPI/servizio provinciale.
  4. Colloquio di iscrizione: competenze, esperienze, vincoli, preferenze, necessità di accomodamenti.
  5. Inserimento in elenco/graduatoria e avvio dell’incrocio domanda–offerta.

Tempistiche

Le tempistiche dipendono molto da:

In molte Regioni esistono anche procedure online per alcuni passaggi (es. portali del lavoro regionali).

Chi ha diritto al collocamento mirato? Differenze tra categorie protette, invalidità civile e altri status utili all’assunzione

Qui nasce gran parte della confusione.

Attenzione: “categorie protette” nel linguaggio comune viene spesso usato come sinonimo di “Legge 68/99”, ma tecnicamente l’art. 18 è un insieme specifico di categorie diverse da quelle dell’art. 1.

Che percentuale bisogna avere per il collocamento mirato?

Per accedere al collocamento mirato come persona con disabilità (art. 1), in molte guide regionali si trovano indicazioni del tipo:

La valutazione non è “solo un numero”: la logica del collocamento mirato si basa anche su diagnosi funzionale/scheda capacità lavorative, cioè sull’analisi di ciò che una persona può fare, in quali condizioni e con quali supporti.

Trovare lavoro tramite collocamento mirato

Il collocamento mirato può funzionare bene (davvero) se lo si vive come canale + strategia, non come “attesa”.

Se sei giovane

Se sei un professionista con già qualche anno di esperienza

 

Collocamento mirato per chi già lavora e cosa succede se si diventa invalidi

Vediamo due casi frequenti!

1) Vuoi iscriverti ma hai un lavoro “piccolo” o discontinuo

In alcuni casi puoi risultare comunque “disoccupato” ai fini dei servizi, se il reddito resta sotto soglie specifiche (da verificare con CPI/Regione).

2) Diventi invalido mentre sei già assunto

Se un lavoratore diventa disabile in costanza di rapporto, l’azienda può in alcuni casi computarlo nella quota di riserva (quindi “vale” ai fini dell’obbligo), a determinate condizioni: per esempio, alcune indicazioni operative riportano almeno 60% per invalidità civile e almeno 34% per infortunio/malattia professionale.

Sul piano pratico:

 

Per le aziende (B2B): quota di riserva e obblighi di assunzione

La regola base (art. 3 L.68/99) è la quota di riserva:

Inoltre, per le aziende sopra una certa dimensione, esistono obblighi anche verso le categorie dell’art. 18 (spesso indicati come quota aggiuntiva, ad esempio 1% in molte sintesi regionali).

Le aziende possono usare anche leve come:

 

Enti e istituzioni: chi fa cosa (CPI, INPS, servizi regionali)

 

Colloquio e candidatura: consigli pratici per valorizzarti

 

Una domanda comune: che lavoro posso fare con il collocamento mirato?

Con il collocamento mirato non esiste un “elenco” di lavori fissi: si può fare praticamente qualsiasi mestiere, perché l’obiettivo è trovare un ruolo compatibile con le capacità del candidato, le sue competenze ed eventuali limitazioni/necessità (anche tramite adattamenti della mansione o della postazione). In pratica, cambia in base a: profilo, titolo di studio, esperienza, territorio e offerte delle aziende.

Ma come scegliere il “lavoro giusto” con il collocamento mirato?

Ecco tre filtri pratici che possono aiutare!

  1. Cosa so fare / cosa posso imparare facilmente, grazie alle mie abilità?
    (Es. Excel, gestione mail, uso di un gestionale, customer care)
  2. Quali mansioni sono compatibili con la mia situazione?
    (Turni, carichi, postura, spostamenti, stress, tempi di recupero)
  3. Quali accomodamenti mi aiuterebbero davvero?
    (Orario, pause, strumenti, smart working, postazione ergonomica)

Il collocamento mirato non dovrebbe “spingere” un candidato verso lavori generici o dequalificanti: chi ha un profilo qualificato è giusto che punti a ruoli coerenti.[2]

 

Errori e fraintendimenti comuni sulla legge 68/99

Conclusione

Come usare davvero la legge 68/99 come leva per trovare lavoro?

  1. Mettere in ordine i documenti (verbale + relazione conclusiva/diagnosi funzionale).
  2. Fissare l’appuntamento con il CPI/collocamento mirato e preparare una scheda chiara del proprio profilo (ruoli target + competenze).
  3. Attivare anche canali paralleli (LinkedIn, candidature dirette, networking, agenzie), coerenti con il proprio obiettivo.
  4. Se si lavora già o si è in transizione, chiarire con CPI/HR come tutelarsi e come gestire al meglio il passaggio.

 

E se sei un’azienda? Tratta la 68/99 come un progetto: analisi ruoli, convenzioni, onboarding e strumenti di inclusione che possono davvero fare la differenza.

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Aziende

Fonti:

[1] https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1999/03/23/099G0123/s

[2] https://www.itinerariprevidenziali.it/site/home/ilpunto/lavoro/disabilita-opportunita-e-non-problema.html