Introduzione
L’ingegneria robotica è uno dei settori più innovativi e in crescita, con una richiesta di professionisti altamente specializzati.
Per chi è appassionato di tecnologia, automazione e intelligenza artificiale, diventare un ingegnere robotico potrebbe essere la scelta giusta. Ma cosa fa esattamente un ingegnere robotico? Quali competenze sono necessarie per intraprendere questa carriera? E quali opportunità offre questo settore?
INDICE DEI CONTENUTI
Chi è e cosa fa un ingegnere robotico
Un ingegnere robotico è un professionista specializzato nella progettazione, sviluppo e manutenzione di robot e sistemi automatizzati.[1][2] Il suo lavoro include la creazione di dispositivi intelligenti capaci di svolgere compiti in modo autonomo o semi-autonomo. Questi professionisti sono coinvolti in vari settori industriali: vediamone alcuni esempi.
- Automotive: nella progettazione di robot per la produzione e il montaggio di veicoli.
- Automazione industriale: per ottimizzare i processi produttivi in settori come la logistica, l’elettronica e l’industria pesante.
- Sanità: nella creazione di dispositivi robotizzati per interventi chirurgici e riabilitazione.
- Agricoltura: nell’automazione di compiti agricoli, come la raccolta e il monitoraggio delle colture.
- Difesa e aerospazio: per lo sviluppo di robot autonomi in ambienti estremi.
La robotica è una disciplina che abbraccia diverse aree tecniche. Per esempio, l’automazione: l’uso di tecnologie e sistemi per eseguire compiti o processi senza l’intervento diretto dell’uomo. Si basa su macchine, software e robot che operano in modo autonomo o semi-autonomo per migliorare efficienza, precisione e velocità in vari ambiti.
Ma anche la meccatronica: un campo interdisciplinare che unisce ingegneria meccanica, elettronica, informatica e controllo per progettare e sviluppare sistemi automatizzati e robotici complessi. O ancora la programmazione e l’intelligenza artificiale…Tutte queste aree ci fanno ben comprendere come il ruolo dell’ingegnere robotico sia davvero cruciale per l’innovazione tecnologica.
Competenze tecniche e soft skill richieste
Per diventare un ingegnere robotico, è necessario possedere una combinazione di competenze tecniche avanzate e soft skill che permettano di affrontare le sfide quotidiane nel settore.
Competenze tecniche
- Programmazione: l’ingegnere robotico deve essere esperto in linguaggi di programmazione come Python, C++, ROS – Robot Operating System e MATLAB, fondamentali per lo sviluppo di software per il controllo dei robot.
- Elettronica: una buona conoscenza dell’elettronica è essenziale per progettare i circuiti che alimentano i robot e per interfacciarli con sensori e attuatori.
- Intelligenza artificiale: la robotica moderna si basa sempre più sull’IA per creare sistemi capaci di apprendere e adattarsi a nuove situazioni. Un ingegnere robotico deve saper implementare algoritmi di machine learning e deep learning.
- Meccanica: la comprensione dei principi meccanici è importante per progettare robot con movimenti precisi e stabili.
- Simulazione e modellazione: saper utilizzare software di simulazione per testare i robot in ambienti virtuali prima di costruirli fisicamente è una competenza fondamentale.
Soft skill
- Problem solving: la capacità di risolvere problemi complessi e trovare soluzioni innovative è una delle skill principali per un ingegnere robotico.
- Lavoro in team: spesso, i progetti robotici coinvolgono team multidisciplinari. Essere in grado di lavorare bene con altri ingegneri, programmatori e designer è cruciale.
- Creatività: la robotica è un campo innovativo che richiede idee originali e capacità di pensare fuori dagli schemi.
- Comunicazione: saper comunicare le proprie idee in modo chiaro e conciso è essenziale, soprattutto per collaborare con team di diverse aree.
Percorso formativo per diventare robotics engineer
Il percorso formativo per diventare un ingegnere robotico inizia generalmente con una laurea triennale in ingegneria, seguita da una specializzazione in robotica o in settori affini.
I corsi di laurea più comuni per intraprendere questa carriera sono:
- Ingegneria elettronica
- Ingegneria meccatronica
- Ingegneria informatica
- Ingegneria dell’automazione
Molti ingegneri robotici continuano la loro formazione con un master in robotica, intelligenza artificiale o automazione industriale, che forniscono una conoscenza più approfondita delle tecnologie emergenti e delle applicazioni industriali. Inoltre, alcune certificazioni specifiche, come quelle offerte da ROS – Robot Operating System o corsi di programmazione avanzata, possono essere utili per migliorare le proprie opportunità di carriera.
Differenze tra robotics engineer e altri ruoli simili
Esistono diversi ruoli che si sovrappongono con quello dell’ingegnere robotico, ma ognuno ha un focus diverso.
- Ingegnere meccatronico: un ingegnere meccatronico combina elettronica, meccanica e informatica, ma il suo focus è più orientato alla progettazione di sistemi meccanici automatizzati, piuttosto che alla creazione di robot autonomi.
- Ingegnere dell’automazione industriale: si concentra principalmente sull’automazione dei processi produttivi e sull’ottimizzazione dei sistemi industriali. Sebbene condivida alcune competenze con l’ingegnere robotico, l’automazione industriale ha un’applicazione più stretta alla produzione di massa.
- Ingegnere informatico: sebbene molti ingegneri robotici abbiano una solida base informatica, l’ingegnere informatico si occupa più in generale di software e sistemi informatici, mentre l’ingegnere robotico si concentra sulla parte fisica e autonoma dei robot.
Come trovare lavoro come ingegnere robotico: risorse utili
Per trovare lavoro come ingegnere robotico, è fondamentale costruire un curriculum e una lettera di presentazione mirati che evidenzino le proprie competenze tecniche e i progetti svolti.
Inoltre, sviluppare un portfolio con progetti personali o universitari può fare la differenza in fase di candidatura e di colloqui.
È utile partire con le ricerche su portali di lavoro specializzati, come Grafton, o su social network come LinkedIn.
Poi, verificare direttamente su siti e profili LinkedIn di aziende tecnologiche e industriali che sviluppano progetti di robotica per verificare se hanno segnalato posizioni aperte.
Infine, partecipare a fiere e conferenze del settore per provare a entrare in contatto con potenziali datori di lavoro.
Per approfondire le proprie competenze in robotica, è utile seguire corsi online su piattaforme come Coursera, Udemy e edX o siti di riferimento come IEEE Robotics and Automation Society.
Stipendio medio e opportunità di carriera
Il salario medio di un ingegnere robotico in Italia varia tra i 26mila e i 33mila euro l’anno se si hanno da 1 a 3 anni di esperienza e tra 40mila e 47mila se si hanno 4-6 anni di esperienza.[3] Ovviamente, lo stipendio aumenta con la crescita di esperienza e competenza, soprattutto in ambiti altamente specializzati come la robotica avanzata o l’intelligenza artificiale applicata.
E, per esempio, a New York su che cifre si aggira lo stipendio? Da 76mila a 125mila dollari all’anno se si hanno 1-3 anni di esperienza e tra 90mila e 146mila per 4-6 anni di esperienza.[4]
Le prospettive per l’ingegnere robotico sono molto promettenti. Il settore è destinato a crescere ulteriormente grazie all’avanzamento delle tecnologie come l’IA applicata alla robotica e la cobotica (robotica collaborativa). Questa prevede l’interazione tra esseri umani e robot, detti “cobot”: sono progettati per lavorare fianco a fianco con le persone, svolgendo compiti ripetitivi o pericolosi, senza richiedere barriere di sicurezza, grazie a sensori avanzati e a capacità di interazione sicura.
L’automazione in settori come la sanità, l’agricoltura e la logistica rappresenta il futuro, con ampie opportunità per i professionisti della robotica.
Conclusione
La figura dell’ingegnere robotico è sempre più centrale in un mondo che punta sull’automazione e sull’innovazione tecnologica.
Basti pensare che la robotica è arrivata anche nella pubblica amministrazione italiana con ADRIANO, il suo primo dipendente appunto… robotico! Mani robotiche e mimica facciale realistica per occuparsi dell’accoglienza e delle informazioni ai visitatori del Tempio di Vibia Sabina e Adriano a Roma.[5]
Insomma, con un percorso formativo solido, che unisce competenze tecniche e soft skill, e la giusta preparazione in settori emergenti come la cobotica e l’intelligenza artificiale, è possibile intraprendere una carriera ricca di opportunità in vari ambiti, dall’automotive alla sanità. Le prospettive future del settore sono promettenti, con tecnologie in continua evoluzione e un mercato che richiede professionisti sempre più qualificati. Per chi desidera entrare in questo mondo, è fondamentale investire in formazione continua e rimanere aggiornati sulle ultime innovazioni per affrontare al meglio le sfide future.