Lavori digitali: le professioni più richieste e come avviare una carriera nel digitale

Introduzione: cosa si intende per lavori digitali e perché contano sempre di più

Quando parliamo di lavori digitali non ci riferiamo solo a chi “lavora al computer”. Il digitale è diventato un vero ecosistema di professioni che ruotano attorno a dati, prodotti digitali, piattaforme, contenuti, automazioni e tecnologie (quindi sono inclusi anche tutti i lavori con l’intelligenza artificiale). Questo cambiamento sta rendendo le competenze digitali centrali nel mercato del lavoro per un motivo molto semplice: oggi quasi ogni azienda è, in parte, un’azienda digitale.[1][2]

E-commerce, app, CRM (Customer Relationship Management, cioè la gestione delle relazioni con i clienti), social media, campagne performance, analisi dei dati, customer experience, cybersecurity: anche i settori più tradizionali (industria, retail, servizi, sanità, finanza) hanno bisogno di figure capaci di progettare, misurare e migliorare processi e prodotti digitali.

Inoltre, il digitale crea un vantaggio competitivo immediato: riduce sprechi, accelera decisioni, migliora l’esperienza cliente e apre nuovi canali di vendita.

Il risultato? Crescono le opportunità per chi vuole costruire una carriera nel digitale, sia partendo da zero sia facendo transizione da ruoli più “classici”.[3]

Quindi è bene muoversi considerando sempre il mercato in evoluzione, e facendosi due domande: quali sono i lavori digitali del futuro? e, perché no, quali sono i lavori digitali più pagati?”.

INDICE DEI CONTENUTI

Quali sono i nuovi lavori digitali?

La trasformazione digitale ha generato nuove professionalità e ne ha trasformate molte altre. Alcune figure non esistevano fino a pochi anni fa, o avevano perimetri molto diversi. Vediamo alcuni esempi!

  • Digital Product Manager: guida lo sviluppo di prodotti e funzionalità in base ai bisogni dell’utente e agli obiettivi di business.
  • Growth Specialist / Growth Marketer: sperimenta canali e leve per far crescere utenti e ricavi.
  • CRM Specialist / Marketing Automation Specialist: gestisce flussi, segmentazioni, customer journey e automazioni.
  • Content Designer / UX Writer: progetta micro-testi e contenuti dentro esperienze digitali (app, siti, onboarding).
  • AI Specialist / Prompt Specialist: integra e governa strumenti di IA nei processi.
  • Cybersecurity Analyst: protezione di reti, sistemi e dati.
  • Data Engineer / Data Analyst / Data Scientist / Analytics Engineer: ambito dell’analisi e costruzione di pipeline e modelli dati affidabili.

In parallelo, professioni già note, per esempio nelle aree di marketing, design, vendita, HR, si stanno ibridando: nascono profili “ponte” che uniscono competenza verticale + sensibilità digitale + capacità di misurazione.

 

Quali sono i lavori digitali più richiesti? Ruoli, attività e cosa serve davvero

Ecco alcune tra le professioni digitali più ricercate, con una descrizione pratica di cosa fanno e quali competenze iniziali servono per partire.

Data Analyst

Trasforma dati grezzi in insight utili: report, dashboard, analisi di performance e supporto alle decisioni.

  • Cosa fa: analizza KPI, costruisce dashboard, interpreta trend, collabora con marketing/prodotto/finance.
  • Competenze chiave: Excel avanzato, SQL, basi di statistica, data visualization (es. Power BI o Tableau), capacità di storytelling.

UX Designer

Progetta esperienze digitali efficaci: semplici, intuitive, coerenti con i bisogni dell’utente.

  • Cosa fa: ricerca utente, wireframe, prototipi, test di usabilità, collaborazione con UI e sviluppo.
  • Competenze chiave: user research, architettura informazione, prototipazione (Figma), logica di test e iterazione.

Digital Marketer (Performance/Content/SEO)

Lavora su acquisizione, conversione e fidelizzazione, usando canali e contenuti misurabili.

  • Cosa fa: campagne ads, SEO, email marketing, content strategy, analisi conversioni, A/B test.
  • Competenze chiave: marketing funnel, analytics, copywriting per il web, SEO on-page, advertising (Google/Meta), capacità di ottimizzare.

Sviluppatore Web (Front-end / Back-end / Full-stack)

Costruisce siti, applicazioni, funzionalità e integrazioni.

  • Cosa fa: scrive codici, implementa interfacce, collega database, ottimizza performance e sicurezza.
  • Competenze chiave: HTML/CSS/JS, framework (es. React o Vue), basi back-end (es. Node/PHP/Python), API, Git.

Specialista dell’Intelligenza Artificiale (AI Consultant, AI Engineer, ML Specialist, Applied AI)

Porta l’intelligenza artificiale dentro prodotti e processi: modelli, integrazioni, automazioni.

  • Cosa fa: prototipa soluzioni, integra strumenti di AI, valuta qualità, gestisce dati e pipeline, governance.
  • Competenze chiave: basi di ML/AI, Python (spesso), data handling, capacità di valutare output, attenzione a etica e sicurezza.

Nota utile: molte aziende cercano profili “junior” con basi solide e tanta voglia di imparare. Il motivo non è necessariamente che un profilo junior costa meno: è anche perché un junior è spesso più flessibile e capace di adattarsi ai cambiamenti costanti che l’era digitale richiede.

 

Come capire se una professione digitale è adatta a te

Scegliere tra le professioni digitali non è solo questione di “cosa tira”. È questione di fit tra il candidato e il tipo di lavoro quotidiano. Per orientarsi, ecco alcune domande che può essere utile porsi!

  • Ti piace ragionare per problemi e testare ipotesi (analytics, growth, product)?
  • Preferisci creare strutture e sistemi (coding, data engineering, automazione)?
  • Ti motiva migliorare l’esperienza delle persone (UX, UI, content design)?
  • Ti accende la parte strategica e di comunicazione (marketing digitale, SEO, contenuti)?
  • Ti piace lavorare con regole, rischi e protezione (cybersecurity, compliance)?

Attitudini e soft skill che fanno la differenza

Nel digitale, oltre alle competenze tecniche, servono:

  • Curiosità e apprendimento continuo (tool e piattaforme cambiano spesso)
  • Pensiero critico (non farsi guidare solo da “best practice”)
  • Comunicazione (tradurre concetti tecnici in decisioni chiare)
  • Collaborazione cross-funzionale (design, dev, marketing, sales insieme)
  • Resilienza (feedback rapidi, iterazioni, a volte fallimenti utili)

 

Le competenze digitali più utili oggi: hard skill e soft skill

Per costruire una carriera nel digitale, è sempre bene puntare a un mix equilibrato.

 

Hard skill (competenze tecniche)

  • Analisi dati: Excel, SQL, dashboard, metriche e KPI
  • Coding e basi tech: HTML/CSS/JS, API, nozioni di database, Git
  • SEO: keyword research, on-page, content SEO, tecniche di ottimizzazione
  • UI/UX: Figma, wireframe, prototipi, user testing, design system
  • Automazione: tool no-code/low-code, workflow, integrazioni (es. Zapier/Make)
  • IA applicata: uso consapevole di strumenti, prompt, valutazione output, integrazioni base

Soft skill (competenze trasversali)

  • Problem solving che aiuta a “scomporre” problemi complessi
  • Adattabilità a nuovi strumenti e processi
  • Propensione alla comunicazione digitale: scrivere chiaro, documentare, presentare
  • Time management seguendo priorità e focus
  • Orientamento al risultato: misurare, ottimizzare, ripetere

 

Come costruire un percorso per entrare nei lavori digitali

Non esiste una sola strada. Esistono percorsi efficaci, soprattutto se vengono raccontati in modo concreto e dimostrabile. Ecco alcuni consigli!

  1. Scegliere un ruolo target (anche provvisorio)
    Meglio “UX designer junior” che “voglio lavorare nel digitale”. La specificità fa risparmiare tempo.

  2. Imparare e migliorare con un percorso strutturato
    • Corsi online (con esercitazioni e project work)
    • Scuole e bootcamp (intensivi, orientati al portfolio)
    • Certificazioni (utili per marketing/ads/analytics/cloud, se collegate a progetti reali)
    • Master (se si vuole anche fare network e avere un aiuto concreto nel placement, vanno valutati bene costi/benefici)

  3. Costruire 2–4 progetti portfolio
    Nel digitale, il progetto vale più della lista di corsi. Anche progetti “finti” vanno bene, se realistici:
    • dashboard KPI per un e-commerce immaginario
    • redesign UX di una pagina (con test e motivazioni)
    • strategia SEO per un blog (con keyword e struttura contenuti)
    • mini web app o sito performante con ottimizzazioni misurate

  4. Creare una routine per fare personal branding
    Un’ora al giorno batte il weekend “maratona” che poi si interrompe. Costanza > intensità.

Suggerimenti pratici per cercare lavoro nel digitale

Ma come trovare lavoro? Quando si mandano candidature, è saggio lavorare su più canali contemporaneamente e fare scouting attivo.

  • Sito di recruiting, come Grafton: si possono monitorare le offerte e impostare alert sulle keyword (es. “digital”, “marketing”, “data”, “UX”, “developer”).
  • LinkedIn: ottimizzare headline e “About”, pubblicare mini-progetti e insight, seguire recruiter e aziende target.
  • Networking mirato: eventi, community, webinar, meetup. Il digitale vive di scambi e referenze.
  • Candidature “progetto-first”: allegare sempre un link al portfolio e una nota breve su cosa hai fatto e che impatto ha avuto.

Come costruire un CV e un portfolio per lavori digitali

CV: chiaro, misurabile, orientato al ruolo

Un CV per il digitale deve essere leggibile in 20 secondi.

  • Titolo coerente (es. “Digital Marketing Specialist – Junior”)
  • Sezione competenze: poche e rilevanti (evita liste infinite)
  • Esperienze e progetti con formato: Azione → Strumento → Risultato
    • “Ottimizzata la struttura SEO di 15 articoli (keyword mapping + on-page), migliorando la visibilità su query long tail”
    • “Creato prototipo in Figma e validato con 5 test, riducendo i passaggi per completare l’azione principale”


Per approfondire il tema, puoi leggere i nostri articoli su come scrivere un curriculum e una lettera di presentazione.

 

Portfolio: progetti raccontati bene, non solo “belli”

Il portfolio non è una gallery: è una prova di pensiero.
Per ogni progetto è utile inserire:

  1. Contesto (problema, obiettivo, vincoli)
  2. Ruolo e responsabilità (cosa hai fatto tu)
  3. Processo (ricerca, scelte, iterazioni)
  4. Output (wireframe, dashboard, campagna, codice, contenuti)
  5. Risultati o metriche (anche stime o proxy, se non hai dati reali)
  6. Spunti su cosa si potrebbe rifare meglio (maturità professionale)
  7. Se possibile, “case study”: spesso valgono più di molte parole

 

Conclusione: come partire oggi (davvero) e dove trovare opportunità

I lavori digitali non sono una moda: sono la risposta concreta a come aziende e persone lavorano, acquistano e comunicano oggi. Per entrare nel digitale non serve “sapere tutto”, ma serve un piano: scegliere un ruolo, costruire basi solide, creare progetti e raccontarli bene in CV, portfolio e LinkedIn.

E poi mettersi nell’ordine di idee che la formazione continua è fondamentale!

Se vuoi fare il prossimo passo, esplora le offerte di lavoro sul sito di Grafton e salva le posizioni in linea con il tuo obiettivo: ti aiuterà anche a capire quali skill vengono richieste più spesso e come orientare la tua formazione.

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